martedì 2 gennaio 2007

The concept

Questo Blog non vuole esser solo la provocazione di un semplice appassionato ,ma oso sperare possa essere uno stimolo al settore dei trasporti italiano per adottare soluzioni più efficienti delle attuali.
“Navigando” qua e la là nei vari forum di discussione, mi sono reso conto di “non essere solo”. Da tempo, infatti, anche prima della commercializzazione del Piaggio Mp3 , ci si chiedeva il perché dell’assenza dal mercato di un 3 ruote basculanti. Ora che ,finalmente, anche uno dei “Big” ha saputo osare, mi chiedo se non sia finalmente giunto il momento di immettere sul mercato un mezzo pensato esclusivamente per il pendolare di tutti i giorni.
Partiamo dal presupposto che il 60 % delle percorrenze giornaliere delle automobili in Europa è inferiore a 30 km, il 90 % è inferiore a 100 km e più del 90% di questi spostamenti è realizzato da viaggiatori solitari. Si potrebbe allora supporre che una sostituzione massiccia delle automobili con degli scooter (già presenti sul mercato) porterebbe ad una riduzione impressionante del traffico , dell’inquinamento e del correlato dispendio economico ( tempo / denaro).
Le motivazioni principali alla base dell’utilizzo dell’auto in luogo al motociclo sono certamente la sicurezza, il confort ,la protezione dagli urti e dal maltempo. Per ottenere un mezzo che coniughi il più possibile i vantaggi delle 4 e delle 2 ruote, limitandone altresì gli svantaggi, si potrebbe pensare ad una riedizione del concetto introdotto dal BMW C1, abbinato a due ruote basculanti all’anteriore.
Per realizzare questo genere di prodotto, un’azienda ha diverse strade a disposizione. Consideriamo i due estremi di un’ipotetica scelta : l’azienda può realizzare ex novo il bene o produrne uno già sostanzialmente sviluppato da altri. Nella storia economica di questa era industriale (e non solo) i soggetti economici, che sono stati premiati dal mercato come “campioni d’innovazione”, spesso e volentieri avevano ben poco a che fare col prodotto realizzato.
Partendo da questi presupposti, ho pensato ad un scenario fanta-industriale che potrebbe portare all’introduzione, in tempi brevissimi, di un bene/concetto “rivoluzionario”, interamente di produzione nazionale.

PROGETTO
Nella mia simulazione ho assegnato il ruolo di capofila del progetto al gruppo Fiat. La scelta mi è sembrata obbligata, e per le ineguagliabili competenze tecniche a livello nazionale, e per le indiscutibili capacità industriali, e per la dimensione e la qualità della rete commerciale. Non va inoltre sottovalutato il fatto che il gruppo sta attraversando una fase economica positiva. La scelta del nome del mezzo, “Pendolino”, mi è quindi sembrata ovvia, sia per le caratteristiche del veicolo sia per il richiamo alla storia del gruppo nel settore trasporti.
Gli altri attori di questo progetto sono: la Bertone, che ha prodotto(assemblato) il BMW C1 e possiede una capacità produttiva ampiamente inutilizzata; la Motori Morini, che produce un propulsore da 400cc in grado di offrire un ottimo apporto qualità / prezzo; Italjet infine che detiene i brevetti per il sistema motociclistico basculante.

LINEA
Il Fiat Pendolino 400 ha una linea morbida, tondeggiante, a goccia, per una migliore penetrazione aerodinamica. Il veicolo è esclusivamente monoposto. Il bagagliaio posteriore è già completamente integrato, nella carrozzeria . Le porte sono ad apertura laterali ed hanno una feritoia inferiore che ,abbinata ad un adeguato svasamento sui fianchi, consente in qualsiasi momento di appoggiare i piedi a terra. La struttura esterna è composta dal parabrezza stratificato, come quello dell'auto, e da ampie superfici in plexiglas e in materiale plastico.

VANO BAGAGLI
Il vano bagagli ha un’ottima capacità di carico ed è concepito con dei vani interni modulari per impedire l’oscillazione del carico durante l’utilizzo. Il baule è provvisto di illuminazione e di una presa d’alimentazione E’ già prevista la possibilità di installare delle bombole di metano per una versione Bi-fuel.

CICLISTICA
Il telaio in profilato di alluminio ricalca grossomodo ciò che era stato sviluppato per il C1. Quindi una cellula indeformabile in alluminio a cui il pilota è ancorato con una coppia di cinture di sicurezza. Il veicolo supera così una serie di crash test ottenendo l'omologazione senza l'obbligo del casco.
Le due ruote anteriori da 12” ,frutto dei brevetti Italjet, sono contemporaneamente sterzanti e inclinabili in curva così da offrire una conduzione fluida e sicura. La ruota posteriore da 14“ in solido col motore è collegata al telaio con una coppia di ammortizzatori regolabili. Le ruote montano pneumatici tubeless ad ampia sezione.Il sistema basculante può essere bloccato consentendo la sosta senza l’ausilio del cavalletto, anche se è comunque presente il cavalletto centrale. La frenata è di tipo combinato con l’impianto composto da 3 freni a disco ,uno per ciascuna ruota. La sella è posizionata a circa 70cm da terra. L’interasse è di circa 150cm. La larghezza del veicolo è di circa 80cm per consentire un adeguata mobilità nel traffico.

MOTORE
La base di partenza del motore è il Morini da circa 400cc ad iniezione, monocilindrico, a quattro tempi. Grazie alle competenze di Fiat nel settore motoristico si può ottenere un propulsore con prestazioni del tutto in linea con l’attuale “concorrenza”. Quindi 400cc “Pieni” , 34 CV: indispensabili per movimentare adeguatamente un mezzo di questa taglia, e per consentirgli ampi margini di crescita. Euro 3, con un consumo nel ciclo ECE 40 di 22km/litro e con la necessità di effettuare tagliandi ogni 10000 Km.
La velocità massima è di poco superiore ai 140km/h. Il serbatoio della benzina è di almeno 15 litri ed è posizionato nella parte inferiore del baule.

DOTAZIONI
Il cruscotto è di derivazione automobilistica e ospita tachimetro, contagiri ,livello carburante e temperatura del liquido refrigerante. Il display del computer di bordo indica: chilometraggio totale e due parziali,consumo medio, indicatore livello olio motore, orario, temperatura ambiente. Gli indicatori luminosi sono: spia intervento programmato, sostituzione cinghia, spia di insufficiente pressione olio, check iniezione, indicatori di direzione, fari, riserva, apertura portello posteriore, ed infine blocco/sblocco della sospensione anteriore.
Il meccanismo di blocco/sblocco della sospensione anteriore si aziona attraverso un tasto al manubrio, dove è collocato anche il tasto delle quattro frecce. Gli interruttori delle frecce direzionali sono separati, con cicalino e spegnimento automatico. Il blocchetto d'accensione integra l'immobilizer e comanda l'apertura dello sportello carburante e dello sportello posteriore.
Sotto il manubrio troviamo la leva del freno di stazionamento e una leva che permette lo sgancio rapido delle cinture di sicurezza, alloggiate a lato delle spalle e che si chiudono a croce intorno al torace.
Il retroscudo dispone di un piccolo vano per gli oggetti di “primo impiego”, che si abbina ad uno, di dimensioni più generose, ricavato nel tunnel centrale. Il sedile è dotato di schienale sagomato e di poggiatesta antiurto.
Il tergicristallo assicura un ottima visibilità in qualsiasi condizione climatica. Gli specchi retrovisori sono ampi ed alti.
La climatizzazione del veicolo è assicurata da bocchette di riscaldamento “tipo Gilera Nexus” e “Adiva”, e dalla possibilità si sollevare frontalmente il tettuccio per consentire la ventilazione interna del veicolo.

ACCESSORI
Per il Fiat Pendolino 400 non possono che essere previsti optional mirati a farne un veicolo a 360gradi. Sono quindi disponibili: un impianto antibloccaggio ABS, un l'air-bag inserito nel manubrio, il cambio automatico sequenziale, pneumatici 'termici' invernali, telo copri gambe, manopole e la sella riscaldate. In sede di progetto è comunque stata considerata la possibilità di introdurre in futuro eventuali optionals.
Le colorazioni previste utilizzano tutte vernici metallizzate.
Fra gli accessori hi-tech non può mancare il navigatore satellitare / Bluetooth / lettore di file mp3, con apposito aggancio al cruscotto. Per la protezione dai furti è invece disponibile l'antifurto elettronico.

CONCLUSIONI
Considerando che il Fiat Pendolino 400 è un mezzo/concetto innovativo ,ma frutto esclusivamente di una somma di tecnologie già ampiamente sviluppate, si può ipotizzare un prezzo di base attorno agli 8000 €. Una cifra tutto sommato accettabile, se si raffrontano i suoi enormi vantaggi con i suoi svantaggi limitati.
Difficile fare previsioni sul successo commerciale di questo genere di prodotto, visto che non sempre le scelte razionali ed efficienti vengono premiate ,in termini di vendita, dal mercato. Anche se va riconosciuto che indubbiamente in materia di mobilità quella italiana è sempre stata una “piazza molto ricettiva” nei confronti delle novità. Basti ricordare che la comparsa dei maxiscooter nelle nostre città risale solo alla fine degli anni ‘90 : da allora, “di strada se ne è fatta parecchia”....

9 commenti:

vonbarcella@yahoo.it ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anonimo ha detto...

Interessante! Temo però che rispetto al BMW soffra di uno svantaggio aerodinamico pesante sulle spinte laterali: si comporterebbe un po' come una vela. Sarà sufficiente la maggior impronta a terra data dall'avantreno gemellato per tenerlo in piedi stabilmente?

Enea ha detto...

Calcola che il pendolare una volta alla settimana và a fare la spesa, deve portare a spasso le ragazze il sabato sera e una volta all'anno và in vacanza. Già gli servono 3 macchine, se poi i compera il pendolino ha bisogno di un garage più grande della casa!
In sintesi è un idea troppo intelligente per essere compresa dalle mamme che vanno a prendere i figli col suv e quelli che in autostrada stanno sulla terza corsia anche se le altre sono vuote.

Speedo ha detto...

Buona l'idea, ma il problema dell'effetto vela non è irrilevante, ed essendo 'pendolante' ne risentirebbe al pari di una moto.
L'impossibilità di mettere i piei a terra metterebbe timore a molti: un mezzo così sarà sempre visto come un derivato dello scooter e come tale verrebbe considerato.
Vogliamo considerarlo una smart monoposto? ne avrebbe le stesse funzioni. Perchè non biposto allora, anche solo d'emergenza come il c1.
Forse quando gli MP3 saranno diffusi, la vista di un tale veicolo sarebbe meno strana e quindi attirerebbe maggior attenzione.
Per sfondare ora dovrebbe puntare troppo sull'esclusività, perchè l'italia è piena di gente che guarda quella soprattutto (no comment...) ed il nome FIAT non è ancora adeguato.
In ultimo non può essere considerato un prodotto economico, ma di nicchia, un plus che solo chi ne ha da spendere può permettersi. In questo periodo economico, non avendone molti da spendere, chiunque si prenderebbe una auto anche piccola ma 4-5 posti (la c1 costa 7000 euro....), ed il pendolino affiancherebbe l'auto.
L'obiettivo è sostituire auto+scooter, in realtà i tempi non son maturi per far si che ciò accada.

Nicola Pozio ha detto...

Egr. Ing. Barcella,

navigando su internet mi sono imbattuto nel suo interessante blog "the concept". Sono anni che diverse aziende stanno lavorando a concetti simili al Suo ma ci sono due cose che mi preme evidenziarLe:
a) non è vero che esiste la tecnologia e che è disponibile, o meglio esiste fino alla guida senza casco che è un aspetto costoso e difficile da realizzare (il C1 dopo due anni è stato tolto dal mercato)
b) non è possibile fare un veicolo del genere 400cc a 8.000 euro: costerebbe intorno ai 13.000 euro il che vuol dire poco interessante per il popolo delle automobili.

Noi come Adiva www.adiva.it sono 15 anni che lavoriamo alla mobilità urbana e Le assicuro che sperimentiamo ogni giorno prototipi per giungere alla Sua idea: ad oggi la barriera principale ed insuperabile è quella commerciale ovvero il costo di un veicolo del genere ed in parte anche quella tecnologica.

Se un veicolo del genere avesse numeri automobilistici sarebbe già sul mercato ad un prezzo competitivo ma il problema è che ha numeri motociclistici e quindi il mercato è di molto inferiore.

Cordiali saluti

Nicola Pozio

ADIVA SPA
www.adiva.it

planetario ha detto...

Egregio Ing. Barcella,
sono un felicissimo possessore di Adiva 250 e mi unisco a quanto detto dall'Ing. Pozio in termini economico/ industriali per aggiungere che, anche a livello estetico, non credo proprio che il mercato italiano sia pronto ad accettare un simile compromesso stilistico.
Ancora oggi, pur ritenendo personalmente il mio Adiva 250 esteticamente apprezzabilissimo, vengo additato per strada come possessore di un'atronave ed anche coloro con i quali ho discusso e lodato caratteristiche tecniche ed affidabilità del progetto Adiva, mal si prestano a digerire un concetto così "fuori dagli schemi" del classico ruote, motore e sella.


Silvestro Zanviani
La Spezia

FrAncesco Tajana ha detto...

Gent.mo Ing.Barcella
Siamo troppo indietro come concetto di quello che ha proposto, purtroppo! Sono anch'io un felicissimo possessore di un'Adiva 250, il primo immatricolato a Milano, dopo l'esperienza e 100.000 Km. con un Adiva 150, che ho ancora (Seppur cadente a pezzi, grazie alle nostre strade). In quest'occasione vorrei sollecitare al geniale Ing. Pozio lo studio finale e la commercializzazione del modello Adiva 400 con tre ruote, già credo un ottimo passo per giungere all'idea dell'Ing. Barcella. Sarò felicissimo di essere il primo entusiasta a prenotarlo!! Francesco Tajana

Anonimo ha detto...

This is an AWESOME idea!! The live in the United States (Kentucky to be exact) and with the gasolines crisis would the LOVE to own such to vehicle. Great on gas and covered to travel in rain, simply to go back and forth to work!! And to small storage back seat to pick up small groceries on the way home! AWESOME!! WANT ONE!!!!
Sincerely,
Dr. Charity To. Barth Omosivwe
BarthDMD@insightbb.com

danilo ha detto...

Egregio ingegnere, ho letto attentamente la descrizione del mezzo da lei ipotizzato. Lei sembra dimenticare che un due (o tre!) ruote è gradito al pubblico anche per la semplicità e la praticità nell'uso quotidiano, all'origine del successo planetario della vespa e degli scooter in genere. Mettersi alla guida del suo mezzo sembra invece una impresa assimilabile alle prime missioni Apollo. Non dimentichi che una delle ragioni per le quali il mercato ha decretato la fine del C1 è stata la procedura lenta e laboriosa per l'avviamento e la fermata (posseggo un C1 200 oltre ad un adiva 150, dunque so quello che dico!). Fortunatamente, a novembre, in EICMA, verrà presentato l'adiva 400 tre ruote che invece sintetizza il meglio di tutte le idee che sono fiorite attorno all'argomento: pratico e protettivo come il vecchio adiva, potente più del nuovo, biposto vero e molto più stabile del C1 (provate a guidare un C1 quando piove e/o tira vento!) con grande sicurezza attiva (non passiva, come per il C1). Complimenti ADIVA! Arrivederci in concessionario, non me lo farò scappare!